Home Movimento 5 Stelle Depurazione a Praiano? Aspetta e spera…

Depurazione a Praiano? Aspetta e spera…

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Ci sono dei problemi in Costiera che per la loro natura cronica non vengono affrontati con la fermezza e la perseveranza che meriterebbero.

A Praiano, il problema più grande, non per volere dei cittadini, è che il paese attualmente è un inquinatore del mare. Questa problematica non è di facile risoluzione, tuttavia deve essere sempre mantenuta sotto osservazione. Per cui, ci aspettiamo che tutti gli organi istituzionali coinvolti, la Provincia, la Regione e anche il nostro Comune, siano non solo informati e aggiornati sulle criticità, ma adoperino tutti gli strumenti in loro possesso, anche eccezionali, per disporre sia interventi a lungo termine, sia interventi da realizzare in tempi brevi. Passano le stagioni, e la soluzione definitiva prospettata sembra allontanarsi sempre di più.

Ha fatto bene, e siamo d’accordo, con il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano, il quale, nonostante un po’ inascoltato dalla realtà istituzionale campana, è riuscito, sicuramente con degli sforzi, a fare dei passi in avanti in autonomia ma anche a richiamare tutta la comunità politica locale per far fronte ad un altro grande problema come è quello della mobilità.

In merito alla questione depurazione vogliamo fare qualche riflessione su una lettera pubblica del presidente di Ausino SpA, Mariano Agrusta, del 22 maggio 2017, avente ad oggetto “Convenzione di gestione del s.i.i. nel territorio “Area Costa D’Amalfi”- gestione impianti fognari e depurativi difformi”, di cui citiamo i seguenti passaggi:

a) Con le mere attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, che non prevedano ingenti investimenti per la radicale ristrutturazione o nuova costruzione degli impianti, palesemente carenti o addirittura assenti all’atto della consegna in gestione, non è possibile che i reflui immessi in corpo idrico superficiale possano rispettare i limiti tabellari previsti dal D.L.vo 152/06, ben più restrittivi di quelli previsti dalle previgenti normative vigenti all’epoca della costruzione dei medesimi, ove presenti;

b) Le predette attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, unitamente alla periodica verifica, manutenzione e riparazione delle condotte sottomarine, con la diffusione dei reflui lontano dalla linea di costa ed in profondità, limitatamente agli impianti siti in costiera amalfitana, garantiscono un elevato grado di abbattimento delle cariche batteriche, come sistematicamente accertato e pubblicato dall’ARPAC relativamente alle acque di balneazione, circostanza questa che costituisce un elemento fondamentale di tutela della salute pubblica;”

Qui ci sono due elementi da considerare: un primo elemento, che è il prodotto dell’elaborazione del materiale fognario, quindi la qualità della depurazione, ed un secondo elemento, che è l’implicazione che ha la suddetta qualità ai fini dei controlli sulla balneazione.

Perché, anche se è ovvio, ma non per tutti a quanto pare, non è detto che quando l’ARPAC non rileva alcun problema nelle acque di balneazione, non sia in atto un inquinamento del mare.

Tale circostanza risulta molto evidente nel testo della lettera di Ausino SpA, quando si parla, al punto b), di allontanamento dei reflui delle condotte sottomarine per portarli al largo.

Vuol dire che, se ci sono problemi nelle condotte, ci troveremo i reflui a ridosso della costa, ma, se anche il flusso sfocia lontano dal paese, se il prodotto è inquinante, rimarrà tale anche se buttato un po’ più in là.

Per qualcuno forse ciò basta a risolvere il problema.
Ma oggi nel mondo si sta facendo un grande sforzo per non inquinare più di quanto si sia già fatto, ed è una vergogna dal punto di vista civile e della relazione fra noi e l’ambiente.

La lettera prosegue con il seguente punto:

c) Il custode giudiziario ha avuto modo di ben accertare la reale situazione e, ancorché stia chiedendo ed ottenendo il miglioramento delle fasi di trattamento esistenti, è conscio che non sia possibile, con l’esecuzione di tali interventi, di ottenere il rispetto dei limiti tabellari vigenti per l’immissione delle acque reflue in corpo idrico superficiale;

In tanti anni di amministrazione di questo Comune, ad oggi, qual è il risultato? Si è sicuramente provato a fare qualcosa, ma è chiaro che sono mancati l’impegno e la costanza che la problematica richiede.

Nel piano di Protezione Civile Comunale leggiamo: “Gli impianti di depurazione consegnati dal Comune ad Ausino S.p.a. presentavano una serie di carenze strutturali che il medesimo Comune aveva iniziato a risolvere affidando nel 1995, l’incarico per la progettazione di un unico impianto di depurazione, a servizio di tutto il territorio comunale, per dismettere i due vecchi impianti”.
Che fine ha fatto quel progetto? Perché non è stato portato a compimento in tanti anni?

Ausino SpA ha preso in gestione il servizio idrico del Comune di Praiano nel 2002, evidentemente ben consapevole delle carenze degli impianti di depurazione e della necessità di portare a termine un progetto di ammodernamento della rete fognaria e della creazione di un depuratore vero.

C’è voluta la magistratura per attivare sia il gestore Ausino Spa, sia l’amministrazione comunale. E adesso, forse, riusciremo, come da indirizzi del custode giudiziario, ad avere un miglioramento sostanziale delle fasi di trattamento, in modo che, al di là dei controlli ARPAC, siamo un po’ più tranquilli sul fatto che la qualità dei reflui che Praiano immette in mare sia davvero migliorata.
Noi ci impegneremo, come forza politica, a far sì che si faccia il massimo possibile nel minor tempo.

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