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Come celebrare l’ottantesimo anniversario di Adriano Celentano

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La sintesi della vita e delle opere di Adriano è l’amore per la vita. Non slega la vita dalla salute, e la salute non è solo concepita pensando al corpo, è anche la mente, per lui al quale la fama, la pubblicità, i soldi non hanno mai scardinato le proprie convinzioni, e a distanza di decenni il messaggio da lui annunciato è sempre più attuale. Pensava ai rapporti umani, a conservare le tradizione, che la conoscenza non fosse altro che uno strumento utile a festeggiare la storia, le proprie origini, usciti dalla povertà del dopoguerra, mentre il progresso ha intrapreso un continuo bombardamento, attraverso della ricerca del consumo sfrenato. Dall’angoscia della fame all’estremo opposto.

L’amore per la vita, per gli animali, che considerava fratelli maggiori, tanto dovevamo imparare da Bingo Bongo. Oggi può essere considerata una catastrofe biblica la scomparsa di tante specie, che nessuna scienza potrà restituirci, mentre numerosi ecosistemi sono sotto attacco con l’uomo nella veste del Distruttore delle forme di arcana memoria.

La umiltà di Adriano sarà sempre un esempio. Ritrovare un rapporto armonico con la natura è un atto di saggezza, lasciare soldi in banca o un appartamento in più, non ci assicura un futuro, anzi.

Le scelte politiche che riguardano il futuro, non si possono lasciare in mano a chi produce cemento.

Il Ragazzo Della Via Gluck Testo

Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.

Là dove c’era l’erba ora c’è
una città,
e quella casa
in mezzo al verde ormai,
dove sarà?

Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse,
vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!

Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l’amico treno
che fischia così,
“wa wa”!

Passano gli anni,
ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa,
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva,
solo case su case,
catrame e cemento.

Là dove c’era l’erba ora c’è
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.

Ehi, Ehi,

La la la… la la la la la…

Eh no,
non so, non so perché,
perché continuano
a costruire, le case
e non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba

Eh no,
se andiamo avanti così, chissà
come si farà,
chissà…

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